Un tesoro del bacino mediterraneo: l’olio di lentisco

Un tesoro del bacino mediterraneo: l’olio di lentisco

Il lentisco (nome scientifico Pistacia lentiscus) è un arbusto cespuglioso sempreverde tipico del bacino mediterraneo. E’ una specie facile da coltivare e può raggiungere anche i 3-5 m di altezza. La sua fioritura avviene al termine della primavera  e i suoi frutti, le drupe, sono soggette ad un cambiamento di colorazione nel corso della maturazione: all’inizio sono verdognole, in autunno appaiono rosse, mentre a fine maturazione, in inverno inoltrato, assumono la tipica colorazione nerastra. La raccolta delle drupe avviene normalmente tra novembre e gennaio. Questo tipo di pianta è caratterizzato dalla presenza di fiori femminili e maschili separati, ovvero si trovano su arbusti differenti.

L’esistenza e  soprattutto l’utilizzo di questa pianta sono documentati  fin dai tempi più antichi grazie alle sue molteplici proprietà: come alimento, come farmaco naturale, come fonte di illuminazione etc. Nel corso del Novecento la produzione di olio di lentisco  è andata  sempre più a diminuire a causa dell’agricoltura intensiva.  In seguito, grazie al crescente interesse del mercato nei confronti  degli oli vegetali, il lentisco è stato pian piano riscoperto e sono cominciati molti studi per conoscerne meglio le caratteristiche , le potenzialità e, perché no, magari scoprire nuove molecole contenute al suo interno che possano giovare anch’esse  alla nostra salute.

Il metodo tradizionale di estrazione del lentisco, praticato per ottenere l’olio,  è sopravvissuto solo in alcune zone  fra cui, in Italia, spicca la Sardegna. Dalla distillazione di tutta la pianta del lentisco è possibile ricavare l’olio essenziale; il legno è utilizzato per produrre carbone vegetale. Dalle drupe si ricava, invece, un olio che in passato era particolarmente utilizzato come sostituto dell’olio di oliva in quanto di costo inferiore e quindi alla portata di più persone. E’ poi molto importante la resina che si estrae dal tronco dell’arbusto e che è richiesta nell’industria alimentare.

Questo olio ha un gusto molto deciso, riporta infatti con la mente ai tipici odori della macchia mediterranea. Ha un aroma balsamico, un profumo intenso ed erbaceo.

La caratteristica delle sue drupe è che contengono una quantità di olio molto elevata, che si aggira intorno al 40% (tale percentuale varia in base alle condizioni climatiche, alla genetica, ed ovviamente allo stadio maturativo).

L’ olio di lentisco ha un contenuto molto alto di acidi grassi insaturi e questo spiega molte delle sue virtù benefiche, vista l’importanza di questo  tipo di nutrienti all’ interno di un corretto stile alimentare.

Il lentisco è importante anche dal punto di vista ambientale: la sua facilità di coltivazione, la resistenza all’aridità e la sua capacità di migliorare il terreno in cui si ritrova, lo rendono un ottimo candidato per recuperare anche quelle zone caratterizzate da degrado e da terreno poco adatto ad altri tipi di coltivazione.

Le proprietà salutistiche di questo olio sono varie, in particolare:

  • La sua resina è molto utile come antinfiammatorio a livello dello stomaco e antibatterico nel cavo orale;
  • L’ olio ha proprietà lenitive e riequilibranti: è adatto in caso di punture di insetti, psoriasi e dermatiti. Favorisce la cicatrizzazione;
  • Il lentisco ha anche proprietà antiossidanti e quindi è molto utile per combattere i radicali liberi;
  • L’ olio di lentisco insieme all’olio essenziale sono adatti a trattare afte, infiammazioni gengivali e, in generale, delle vie aeree.

Conosciamo meglio la Vitamina A

Conosciamo meglio la Vitamina A

Il termine Vitamina A viene utilizzato per indicare il retinolo ma anche i retinoidi, suoi analoghi. Appartiene al gruppo dei micronutrienti  liposolubili (come la vitamina E) ovvero si scioglie nei solventi grassi. Si accumula nel fegato e da lì viene rilasciata nel nostro organismo, in base alle nostre necessità.

Si ritrova essenzialmente in alimenti di origine animale come uova, fegato, latte e latticini.

I carotenoidi sono i suoi precursori e molti di loro sono  provitamine ovvero vengono assorbiti e poi trasformati in vitamina attiva nel nostro organismo, grazie ad una serie di modifiche enzimatiche. Sono presenti in molti alimenti vegetali tipo frutta e verdura (soprattutto in quelli caratterizzati da colorazione giallo-rossa come anguria, albicocche, carote, peperoni, pomodori etc.). Il più conosciuto tra i carotenoidi è sicuramente il β-carotene.

E’ molto importante assumere questi alimenti  crudi o al massimo con una breve cottura in quanto la Vitamina A è termolabile e quindi molto sensibile al calore.

Il fabbisogno di Vitamina A si aggira intorno a 0,6 – 0,7 mg al giorno ma tale valore è destinato ad aumentare nelle donne in gravidanza e soprattutto durante l’allattamento. E’ importante sapere che l’assorbimento della vitamina A è regolato anche dalla quantità e qualità dei lipidi presenti nella dieta oltre che dagli acidi biliari.

Conosciuta anche come “la vitamina della vista”, la Vitamina A è una delle due componenti  della Rodopsina, un pigmento fotorecettore che si trova sulla nostra retina e che risulta fondamentale nel processo visivo.

La Vitamina A è  importante, inoltre, nel normale sviluppo del sistema immunitario, nell’embriogenesi, nello sviluppo e rafforzamento delle ossa (denti compresi). E’ stata studiata anche una sua attività di tipo antitumorale ed una sua capacità di ridurre la produzione di citochine pro-infiammatorie.  In quanto molecola antiossidante, riveste un ruolo fondamentale nella conservazione della membrana cellulare: questa sua attività benefica, capace di combattere i ROS o radicali liberi, lo rende un ingrediente di spicco nei  trattamenti anti-age: ecco infatti che lo ritroviamo anche all’interno della nostra linea dermocosmetica Renovase (in particolare nel Siero Antimacchie Intenso, nella Crema Idratante Intensa e nella Crema Notte Rigenerante).

Una carenza di vitamina A è spesso associata  a:

  • difetti visivi (comprese irritazioni e lesioni oculari);
  • maggiore sensibilità alle infezioni;
  • forfora, capelli secchi ( a causa di un ispessimento del cuoio capelluto);
  • difficoltà nella crescita e sviluppo.

Un eccesso di Vitamina A, invece, può provocare danni al fegato ( come epatomegalia ed insufficienza epatica) e danni alla milza. In caso di gravidanza tale condizione può portare a malformazioni fetali.

L’importanza dei PUFA

L'importanza dei PUFA

Ridurre il consumo di grassi è sicuramente una sana e corretta abitudine alimentare. Purtroppo, però, l’alimentazione media è caratterizzata da un eccessivo consumo di grassi saturi, molto nocivi per il nostro organismo.

I grassi insaturi, infatti, dovrebbero essere la nostra principale fonte di grassi :in particolare i monoinsaturi ma anche i polinsaturi.

I grassi saturi sono contenuti principalmente nei grassi di origine animale come il burro, il lardo  o comunque in tutti quei grassi che a temperatura ambiente sono solidi. Questo vale sia per grassi animali che vegetali (anche la margarina infatti è ricca di grassi saturi, pur essendo di origine vegetale).

Gli acidi grassi insaturi sono invece presenti, ad esempio, negli oli vegetali (tipo l’olio di oliva), notoriamente liquidi a temperatura ambiente.

A quest’ultima categoria appartengono gli acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi (o PUFA).

I PUFA sono caratterizzati da una catena carboniosa (ovvero una struttura costituita da atomi di carbonio) ma mentre nei monoinsaturi è presente un solo doppio legame ad unire 2 carboni adiacenti, nei polinsaturi il numero di doppi legame è almeno di 2.

Tra i PUFA distinguiamo gli omega 3 e gli omega 6, il cui nome deriva dalla disposizione del  primo doppio legame lungo la molecola, rispetto al carbonio terminale (detto ω). Gli omega 6, a differenza degli omega 3, sono presenti più facilmente nella dieta media ma un loro consumo eccessivo è da evitare poiché, creandosi una vera e propria competizione tra i due tipi di acido grasso per la loro trasformazione in composti attivi, in caso di un loro eccesso, gli enzimi trasformano preferibilmente gli omega 6 rispetto agli omega 3 e questo è negativo. Il problema deriva dal fatto che le due categorie di acido grasso originano molecole con azione opposta tra loro: è dunque necessario un bilanciamento. Ecco perché è importante preferire cibi con un rapporto omega 6/omega3 più vantaggioso possibile, tipo olio di lino e noci. Da evitare è sicuramente l’olio di girasole in quanto il rapporto è svantaggioso.

Gli acidi grassi polinsaturi possono essere precursori o veri e propri attivi cioè forme mature della molecola. I primi vengono assimilati con il cibo e poi, tramite alcuni enzimi, vengono resi utilizzabili e quindi  maturi(attivi biologicamente).

Il precursore degli omega 3 è l’acido alfa linolenico, mentre quello degli omega 6 è l’acido linoleico. Sono definiti acidi grassi essenziali (si acquiscono quindi  mediante la dieta), poiché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli. A partire da questi si ottengono poi quelli maturi.

Ottime fonti di PUFA in forma matura sono il pesce grasso (tipo il salmone) e le alghe.

In realtà i pesci non sono più bravi di altri animali nel sintetizzare i precursori ma ottengono quelli in forma matura cibandosi di alghe marine, che ne sono ricchissime.

I PUFA svolgono importanti azioni benefiche per il nostro organismo, in particolare:

-Agiscono sull’infiammazione attraverso un gruppo di mediatori chimici detti eicosanoidi, di cui sono precursori;

-Sono necessari per produrre energia;

-Servono per produrre ormoni e per mantenerne anche l’equilibrio;

-Sono importanti per la sintesi di emoglobina;

-Sono fondamentali come costituenti delle membrane cellulari, garantendone la fluidità e permettendo, di conseguenza, lo scambio di sostanze e la comunicazione con l’ambiente esterno o tra diverse cellule.

In generale sembra che I PUFA abbiano un effetto benefico per quanto riguarda l’aggregazione delle piastrine, la pressione sanguigna e la concentrazione di trigliceridi nel sangue. Non solo! Il campo di azione è vasto e riguarda le malattie neurodegenerative, le malattie coronariche ed in generale il sistema cardiocircolatorio ma anche l’occhio, attraverso l’ azione sulla retina.

Gli omega 3 sono fondamentali nei bambini per avere un corretto sviluppo cerebrale e diminuire così il rischio di problemi neuro-psicologici o visivi.

Sarebbe consigliabile, pertanto, consumare 2 volte alla settimana pesce e frutta secca ma anche alternare l’utilizzo di olio di oliva con oli di semi.

Le proprietà della Vitamina E

Le proprietà della Vitamina E

 

La vitamina E, anche detta tocoferolo, appartiene alla classe delle vitamine liposolubili (che si sciolgono, cioè, nel grasso). E’ un composto che si accumula nel fegato e che viene rilasciato in circolo nel momento del bisogno.

E’ presente in numerosi cibi naturali, in particolare:

-frutta secca ( ne sono molto ricche le noci)

-legumi e cereali

-verdure a foglia verde

-frutti oleosi

E’ una sostanza molto diffusa per le sue attività benefiche ed in particolare per la sua proprietà antiossidante.  Questo la rende un ottimo alleato per combattere i radicali liberi che, come sappiamo, originano dalle fonti più disparate tipo l’ inquinamento ambientale, il fumo di sigaretta, le radiazioni UV ma anche, semplicemente, il processo digestivo. Questa potente azione benefica risulta protettiva nei confronti dei danni cellulari ed i problemi ad essi collegati, come l’insorgenza di tumori, patologie cardiovascolari etc. La ricerca scientifica sta ancora effettuando studi per cercare di capire se la riduzione dei radicali ad opera della vitamina E sia in grado effettivamente di ritardare o ancor meglio prevenire alcune di queste patologie associate.

Un altro beneficio apportato dalla Vitamina E è la capacità di ridurre la formazione di trombi ed emboli in quanto diminuisce l’aggregazione piastrinica: impedisce le coagulazioni indesiderate ma non interferisce minimamente con il normale processo coagulativo associato a ferite. La sua azione benefica risulta anche nel favorire l’aumento del livello di colesterolo buono (o HDL) disponibile.

La sua capacità di combattere l’invecchiamento delle cellule la rende, inoltre, un ingrediente insostituibile anche in moltissimi cosmetici.

Vista l’importanza di questa vitamina, dovremmo assumere giornalmente un quantitativo di vitamina E che oscilli tra gli 8 e 10 mg.

Problemi dovuti ad una carenza di Vitamina E sono stati riscontrati in casi di malnutrizione. Nel caso questo deficit sia riscontrato nei bambini, il problema risulta importante poiché tale mancanza è associata a disturbi del metabolismo e del sistema nervoso. Essendo fondamentale la presenza dei grassi per assorbire questa vitamina, è molto probabile che chi soffre di disturbi di assorbimento lipidico, sviluppi un vero e proprio deficit di Vitamina E.

L’eccesso di Vitamina è molto difficile ma, qualora si verificasse, potrebbe portare a situazioni poco gradevoli come stanchezza e nausea ma anche ad un’ innalzamento della pressione arteriosa, peggiorando la situazione in chi già soffre di questo disturbo.

Nelle persone affette da problemi alla tiroide un’ eccesso di vitamina E può andare a ridurre ulteriormente i livelli di ormoni tiroidei, compromettendo il quadro clinico dei soggetti interessati.

Il mantenimento dello stato di buona salute è quindi legato al giusto consumo di vitamina E che, oltre ad essere un potente antiossidante e ad agire sull’aggregazione piastrinica, ha un ruolo positivo anche nel migliorare le nostre difese immunitarie.

 

Oleuropeina: che cos’è e a cosa serve

Oleuropeina: che cos'è e a cosa serve

L’olio di oliva è un alimento fondamentale della Dieta Mediterranea. Come mai è così importante la sua presenza sulle nostre tavole? Le sue virtù benefiche in realtà sono dovute ai polifenoli di cui si compone, in particolare all’oleuroepeina che è il principale fra quelli presenti.

L’oleuropeina si trova soprattutto nelle foglie d’olivo, nei suoi frutti e di conseguenza anche nell’olio, seppur in concentrazione minore, in quanto nel processo produttivo ne viene eliminata una buona parte a causa del gusto amaro che conferisce. L’oleuropeina è una sostanza i cui benefici sono stati studiati attraverso numerosi trial che hanno confermato che la sua assunzione risulta positiva nella prevenzione e trattamento  di patologie di varia natura.

Le attività benefiche riguardano, in particolar modo:

  • Patologie del sistema cardio-circolatorio
  • Patologie neoplastiche
  • Patologie neurodegenerative
  • Diabete mellito o di tipo 2
  • Patologie infiammatorie e ossidative

Ovviamente la ricerca non si ferma qui, ma i dati ad oggi ottenuti sono davvero confortanti, soprattutto per quanto riguarda gli effetti antidiabetici e anti-neurodegenerativi.

Innanzitutto la sua attività antiossidante consente all’oleuropeina di diminuire i danni causati dallo stress ossidativo, ovvero dai radicali liberi, che possono avere conseguenze importanti principalmente in campo cardiovascolare e neurologico.

L’azione anti-neurodegenerativa è stata studiata utilizzando anche dei modelli animali di morbo di Alzheimer, una malattia purtroppo fortemente diffusa a livello mondiale e normalmente associata all’invecchiamento: è risultato che la somministrazione di oleuropeina determina un miglioramento delle prestazioni cognitive probabilmente grazie alla sua capacità antinfiammatoria, alla riduzione delle placche amiloidi (elementi caratteristici della malattia) e al favorimento dell’ autofagia nelle cellule neuronali. L’autofagia è un meccanismo attuato dalle cellule per proteggersi dalla tossicità delle placche e promuoverne il loro riassorbimento.

Un’altra azione riconosciuta all’oleuropeina è quella antidiabetica: più precisamente, è stato visto che somministrando questo polifenolo per un certo periodo a soggetti a rischio di sviluppare il diabete mellito o di tipo 2, si ottiene un abbassamento della glicemia e una maggiore sensibilità all’insulina.

Ulteriori studi in vitro hanno mostrato la capacità dell’oleuropeina di agire sugli aggregati di amilina (sostanza rilasciata insieme all’insulina dalle cellule beta del pancreas), la cui presenza  è ritenuta uno dei motivi all’origine dell’insorgenza del diabete 2.

L’utilizzo di oleuropeina per trattare il diabete di tipo 2 è anche oggetto di brevetto dell’Università di Firenze.

Usare l’olio di oliva è sicuramente un’ ottima abitudine alimentare ma per ottenere la concentrazione di oleuropeina neccessaria per beneficiare dei suoi effetti positivi questo non basta. L’oleuropeina, come del resto gli altri polifenoli, purtroppo hanno una bassa biodisponibilità: ecco perchè è diventata importante l’estrazione di oleuropeina .

Sicuramente  in caso di sovrappeso una delle migliori soluzioni è BMI-OK®, un integratore alimentare la cui formulazione esclusiva e brevettata, a base anche di  oleuropeina, aiuta a tenere sotto controllo l’ indice di massa corporea attraverso la normalizzazione del nostro metabolismo.

Proprietà dell’aloe

Proprietà dell'aloe

Proprietà dell'aloe

Appartiene alla famiglia delle Aloeacee ed è conosciuta fin dai tempi più antichi.

Leggende narrano che perfino Aristotele (filosofo e, prima ancora, esperto professionista del campo oggi chiamato “erboristeria”) consigliasse ai soldati proprio l’Aloe, come rimedio per curare le ferite di guerra e recuperare le forze per proseguire la marcia.

Originaria delle aride zone africane, la pianta – in tempi antichi – è stata impiegata a fini terapeutici anche in posti molto lontani tra di loro da un punto di vista geografico (dall’Egitto all’Arabia).

L’Aloe è una pianta grassa con foglie succulente da cui è possibile ottenere o un succo (dal quale poter ricavare l’estratto secco) oppure un gel: entrambi sono caratterizzati da importanti proprietà, anche in campo cosmetico.

Con incisioni sulle foglie (esclusa l’epidermide), dai tessuti interni della pianta si ricava il succo dell’Aloe che viene successivamente concentrato portandolo ad ebollizione.

Il gel, invece, si ricava dalle cellule presenti nella parte più interna della foglia, caratterizzata da una materia trasparente e gelatinosa, ricca di principi attivi.

Ai giorni nostri l’Aloe viene utilizzata sia come pianta ornamentale sia come risorsa per la produzione di prodotti destinati alla cura, alla salute ed al benessere della persona. Costituita da fibra alimentare, ceneri, calcio, proteine, lipidi, glicidi, magnesio, ferro, rame, potassio, sodio e zinco, ecco alcune delle sue proprietà più importanti:

  • Favorisce il drenaggio delle sostanze tossiche ed i processi per la loro eliminazione dal nostro organismo, con azione detossificante e depurativa;
  • Contrasta la dannosa azione dei radicali liberi (ROS), specie chimiche reattive dell’ossigeno che possono causare seri danni alle strutture cellulari vitali, con azione antiossidante;
  • Ha un’importante attività gastroprotettiva, con azione analgesica, cicatrizzante ed antinfiammatoria;
  • Contrasta la produzione di mediatori fisiologici coinvolti nei processi infiammatori, grazie all’ azione antinfiammatoria;

Il gel di Aloe vera ha un’altra importante attività: trattiene l’umidità e favorisce l’idratazione dei tessuti.

In campo cosmetico, sono riconosciuti da molti anni i suoi benefici: la capacità di rinfrescare la cute e regolarne l’umidità, di renderla più morbida, fresca e vellutata, hanno fatto sì che, ad oggi, i principi attivi di questa pianta siano impiegati per la produzione di tantissimi prodotti per capelli, per la detersione del corpo ed il benessere cutaneo, creme corpo e creme viso (da giorno e da notte).

Il glutatione, l’antiossidante più potente del nostro organismo

Il glutatione, la sostanza antiossidante più potente del nostro organismo

Il glutatione, l'antiossidante più potente del nostro organismo

La sostanza antiossidante più potente del nostro corpo è prodotta dal fegato e si chiama Glutatione (GSH).

Si tratta di uno speciale tripeptide (ovvero di una sostanza composta da 3 amminoacidi – acido glutammico, cisteina e glicina) con un’importante peculiarità: proteggere le proteine ed i composti ossidabili dalla dannosa azione dei radicali liberi.

I radicali liberi (generati da tantissimi fattori tra cui: fumo, alcol, droghe, smog, inquinamento, radiazioni UV, stress, farmaci ma anche da reazioni che avvengono all’interno delle cellule) possono causare gravi danni alle cellule a partire da alterazioni a livello della membrana cellulare, del nucleo e degli organuli presenti nella cellula, fino ad arrivare ad alterazioni funzionali che possono portare la cellula a necrosi o all’apoptosi (morte cellulare programmata).

La mancanza di bilanciamento  tra i danni provocati dai radicali liberi e le difese contro i radicali liberi stessi, porta alla rottura dell’equilibrio fisiologico, con l’instaurarsi di una condizione chiamata stress ossidativo.

Per questo le sostanze antiossidanti svolgono un ruolo cruciale: sono, infatti, tra i protagonisti del benessere del nostro corpo.

Il Glutatione appartiene alla categoria di enzimi con azione antiossidante: la particolare struttura chimica lo rende protagonista di reazioni di ossido-riduzione in cui, nella forma ridotta, neutralizza i radicali liberi, per poi acquisire di nuovo potere antiossidante grazie alla sua rigenerazione.

Questa sua capacità lo rende il più potente antiossidante del corpo umano.

Tuttavia il Glutatione prende parte anche ad altri processi: contribuisce alle difese immunitarie, protegge cellule e tessuti, sintetizza proteine.

Ma ci sono delle importanti limitazioni.

L’introduzione nell’organismo di questa sostanza tramite fonti esterne (per esempio, con la dieta) non aumenta la sua concentrazione all’interno delle cellule – che è variabile e si aggira da 1 a 10 mM – perché la sua natura peptidica lo rende substrato di enzimi del canale alimentare (peptidasi e proteasi) che lo digeriscono: questo è alla base della sua scarsa biodisponibilità.

Pertanto il Glutatione, fornito come tale, non è in grado di penetrare nei tessuti non essendo capace di attraversare le membrane cellulari.

Renovase® è un  innovativo ingrediente che ha dato vita alla Linea Dermocosmetica Professionale Renovase Derma.

Frutto dell’unione di Glutatione ed Acidi Grassi Essenziali (AGE), permette al Glutatione di penetrare nelle cellule ripristinando le corrette difese antiossidanti!

Metabolismo: per saperne di più

Metabolismo: per saperne di più

Metabolismo: per saperne di più

Sentiamo spesso parlare di metabolismo, ma nella maggior parte dei casi non ci vengono date spiegazioni esaustive a riguardo.

Con la parola “metabolismo” ci riferiamo ad un insieme di attività metaboliche finalizzate ad ottenere, tramite gli alimenti che mangiamo, l’energia fondamentale per il funzionamento del nostro organismo e la vita stessa.

Il termine metabolismo significa cambiamento – trasformazione ed è proprio quello che avviene, tramite processi e reazioni biochimiche, alle sostanze che assimiliamo per produrre energia.

Nel dettaglio, è caratterizzato dal continuo susseguirsi di due fasi chiamate:

  • catabolismo, fase di degradazione delle sostanze assimilate, dalla quale si producono molecole più semplici e si libera energia;
  • anabolismo, fase di sintesi di nuove molecole, in cui viene consumata energia.

Può capitare che ci sia un importante rallentamento dei processi metabolici, processi che bruciano le calorie e producono energia per le funzioni vitali: in questi casi si parla di metabolismo lento.

L’età, uno stile di vita sedentario e l’alimentazione sono le più comuni cause del metabolismo lento (caratterizzato da sintomi come la facilità ad ingrassare, la difficoltà nel perdere peso, eccessiva sudorazione ed intestino pigro).   

Ricordiamo che gli alimenti hanno un contenuto calorico, ovvero una specifica quantità di energia che possono fornire una volta ingeriti. Questa energia è espressa in calorie.

Per questo, una corretta alimentazione (e, più in generale, uno stile di vita sano) è un importante alleato del metabolismo. 

Come velocizzare il metabolismo per bruciare più calorie e perdere i Kg di troppo?

Fare attività fisica e prediligere sempre una moderata ma variegata alimentazione che segua i cardini della dieta mediterranea, sono i primi passi da compiere.

Ma a volte tutto questo non è sufficiente.

In questi casi, possiamo aiutarci con l’integratore BMI-OK® che rappresenta una svolta per ottenere quanto prima i risultati desiderati, in quanto la sua azione è proprio quella di stimolare il nostro metabolismo!

Il lievito di birra: proprietà e benefici

Il lievito di birra: proprietà e benefici

Il lievito di birra: proprietà e benefici

Il lievito, da tantissimi anni, arricchisce molti alimenti delle nostre tavole.

Ma sappiamo davvero tutto sul lievito di birra? Quali sono le sue proprietà e quali benefici apporta al nostro organismo?

Partiamo dal principio: come si ricava?

Coltivando, facendo fermentare e selezionando una specifica classe di funghi microscopici unicellulari, chiamati Saccharomyces Cerevisiae. Questi ultimi sono residui ottenuti dalla fermentazione della birra, ecco perché si parla di lievito di birra.

I Saccharomyces Cerevisiae vengono coltivati su un terreno di orzo germogliato (malto) all’interno di fermentatori affinché si moltiplichino migliaia di volte formando colonie.

Infine, esso si estrapola separando il substrato di malto dalle cellule, le quali vengono successivamente “lavate” ed “essiccate” a temperature non superiori ai 40°C.

Il lievito di birra contiene molte proteine e tutte le vitamine del gruppo B (in particolare B1 e B12), oltre a cromo, potassio, selenio, calcio, zinco, fosforo, ferro e magnesio.

È doveroso ricordare che, fin dall’antichità, il lievito di birra era conosciuto per le sue proprietà depurative ma oggi – essendo ricco di micronutrienti ed oligoelementi – sui suoi benefici sappiamo di più:

  • ha azione rivitalizzante e rimineralizzante.
  • ha importanti benefici sul fegato, grazie al suo potere disintossicante.
  • aiuta a contrastare la caduta di capelli e ciglia.
  • rafforza le unghie .
  • favorisce il benessere della nostra pelle – proteggendola dagli inestetismi cutanei come l’acne – promuovendo l’eliminazione del sebo prodotto in eccesso.
  • ha proprietà benefiche sull’apparato cardiovascolare ed il sistema immunitario, grazie alle vitamine del gruppo B.
  • ha proprietà benefiche sull’intestino, grazie ai fermenti che ripristinano la funzionalità e la flora batterica intestinale.
  • ha proprietà benefiche per le ossa, grazie alla presenza di calcio.

Il lievito di birra, per le sue proprietà salutari, può essere assunto come integratore alimentare anche sotto forma di compresse: sono sempre da raccomandare precauzioni per l’uso e la consulenza del proprio medico per avere maggiori informazioni sul dosaggio e su eventuali controindicazioni – in base al nostro stato di salute.

Una corretta idratazione, ecco perché è importante

Una corretta idratazione, ecco perché è importante

Una corretta idratazione, ecco perché è importante

Perché è importante mantenersi idratati e bere almeno 1,5 L di acqua al giorno?

Quali sono i benefici che una corretta idratazione apporta alla nostra salute?

L’acqua, principale componente del corpo umano, è un elemento fondamentale per la sopravvivenza di tutti gli essere viventi. Per funzionare nel migliore dei modi, ogni singola cellula del nostro corpo richiede acqua.

Il nostro organismo ne richiede quindi una notevole quantità, seppur variabile in base alle diverse situazioni. Con attività fisica in corso, ad esempio, alte temperature esterne o stati febbrili, è necessario garantirne un apporto maggiore per non disidratarsi a causa della dispersione di liquidi, in primis, tramite il sudore.

Bere molta acqua è fondamentale per i benefici che ha sul nostro corpo.

Una corretta idratazione ci permette di:

  • contrastare quella fastidiosa sensazione di stanchezza e spossatezza.

Infatti, quando non beviamo una sufficiente quantità di acqua, cala la pressione sanguigna, gli organi non ricevono correttamente ossigeno e nutrienti e il nostro corpo ne risente accusando una forte sensazione di stanchezza;

  • contrastare i crampi e l’affaticamento;
  • contrastare la stitichezza e favorire la digestione, migliorando il funzionamento gastrointestinale;
  • favorire la perdita di peso, riducendo la sensazione di fame;
  • eliminare le tossine dal corpo;
  • favorire la disintossicazione e quindi migliorare l’aspetto anche della cute che risulterà più luminosa e sana;
  • favorire la lubrificazione delle articolazioni;
  • combattere la ritenzione idrica, che può causare gonfiore ed inestetismi come la cellulite.

L’acqua non ha calorie, carboidrati e zuccheri: favorisce il buon funzionamento dell’organismo e la buona salute della nostra pelle.